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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
Foto 1
Foto 1 ingrandita
TOO MANY WALLS BETWEEN US
(WALL)

Gesso, vetri Su pannello di legno
(Click sull'immagine per ingrandire)



  

Wall

Wall è una brano del gruppo rock statunitense Living Colour pubblicato nell'album Stay del 1993 Il brano colpisce per una contraddizione apparente: la durezza della musica sembra entrare in conflitto con il significato del testo, è come se la rabbia nascesse proprio dall'incapacità di trovare una risposta
    

  
 

  

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Il titolo dell'opera penso sia abbastanza significativo. Costruiamo muri per separarci dagli altri, ma ogni muro che innalziamo restringe anche il nostro mondo, e c'e' sempre qualcuno dall'altra parte che guarda, osserva e giudica dal suo ristretto punto di vista. Non basta abbattere i muri fisici se continuiamo a costruire quelli mentali e sociali. «Troppi muri tra noi», non si riferisce a un solo tipo di separazione, ma a tutte le barriere che impediscono agli esseri umani di incontrarsi, comprendersi e riconoscersi come uguali: muri fisici che separano territori e persone; muri politici che dividono popoli e ideologie; muri sociali che escludono poveri, stranieri e persone considerate diverse; muri mentali che alimentano paura, pregiudizio e indifferenza. La canzone scelta a complemento del quadro è Wall dei Living Colour. Ritengo si accordi molto bene con il dipinto perché il muro non è soltanto una barriera materiale: diventa il simbolo delle divisioni razziali, sociali e culturali costruite dagli esseri umani. L'accostamento tra le due forme espressive vorrebbe creare un dialogo significativo: da una parte l'immagine concreta dei muri resi invalicabili dai cocci di vetro, dall'altra la denuncia delle ragioni che li fanno esistere. Il brano musicale colpisce per una contraddizione apparente: la durezza della musica sembra entrare in conflitto con il significato del testo, ma forse è proprio questa discordanza a renderlo più incisivo. Il suono è ruvido, aggressivo, quasi provocatorio. Le chitarre elettriche, il ritmo incalzante e l'energia della voce trasmettono tensione, rabbia e insofferenza. Ci si aspetterebbe un testo altrettanto violento, fatto di accuse e di rivendicazioni gridate. Invece le parole sembrano esprimere soprattutto una domanda, una ricerca di ragioni, il bisogno di comprendere ciò che impedisce agli esseri umani di avvicinarsi. La discordanza diventa quindi il significato stesso dell'opera. Il suono sembra costruire un muro, mentre il testo cerca una breccia per attraversarlo. Da una parte c'è la forza che divide, dall'altra il desiderio di comunicare. L'ascoltatore si trova così immerso nella tensione tra chiusura e apertura, tra ostilità e speranza. In fondo, forse, il brano suggerisce che non si può parlare di separazione senza fare i conti con la rabbia che essa produce, e che il desiderio di abbattere un muro non nasce sempre dalla serenità: può nascere anche dalla frustrazione, dalla sofferenza e dalla necessità di non accettare più ciò che divide. Ma, la violenza, anche se a volte sembrerebbe essere l'unica reazione possibile alla violenza subita, innesca spirali incontrollabili.