30 x 85 - Legno, vetro,colla
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Is This The World We Created...?
Is This the World We Created...? è una canzone della band rock britannica Queen,
originariamente pubblicata nel loro undicesimo album in studio The Works nel 1984
DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA
Ascolta la descrizione
Questo mio lavoro nasce dalle tremende notizie di guerra e di fame che dal 2007 arrivano dal Sudan
e in particolare dal Darfur.
Nel 2023 la situazione si è ulteriormente aggravata, in conseguenza sia della terribile carestia dovuta
alla siccità, ma soprattutto alla devastante guerra civile tra l'esercito regolare e i “ribelli”
che coinvolge anche tribù rivali.
Si stima che oltre 33 milioni di persone abbiano avuto necessità di assistenza umanitaria, tra cui moltissimi
bambini a rischio di malnutrizione acuta severa.
Ma la malnutrizione infantile è presente in molte aree del mondo. I corpi più piccoli non hanno riserve
sufficienti per resistere, e ogni carenza nutritiva diventa un danno che può segnare per sempre la crescita,
lo sviluppo cognitivo, la possibilità stessa di un futuro.
Ciò non è dovuto a eventi improvvisi, ma una somma di cause complesse, climatiche, etniche, religiose e politiche
accumulate soprattutto negli ultimi secoli e di cui l’occidente benestante ne è, e non solo in piccola parte,
responsabile.
Fame e carestia non sono proprio sinonimi, la carestia è lo stadio più grave e collettivo, quello in cui
la situazione diventa letale per un numero elevato di persone.
Scultura lignea formata da due pezzi di legno scuro raffigura un bambino. La figura, fortemente stilizzata ha un
aspetto volutamente arcaico ed essenziale. Il volto sproporzionatamente grande, segnato e quasi deformato dal dolore,
domina il corpo esile e allungato. Le incisioni e le profonde venature, le crepe e le abrasioni del legno accentuano
l'impressione di sofferenza, vulnerabilità e abbandono.
Il bambino, nudo, disperato, urlante vorrebbe farsi sentire.
La canzone dei Queen pone una domanda a tutti:
E’ questo il mondo che abbiamo creato…?
E’ questo il mondo che vogliamo?
Come è possibile che accada tutto questo?
Credo che la risposta non possa essere individuale.
E’ necessario un cambiamento radicale sia dell’idea di progresso sia di sviluppo a livello mondiale.