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The Wolf And Man
“Of wolf and man” è la traccia numero nove
dell’omonimo quinto album del gruppo Rock Metallica uscito nel 1991
DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA
Ascolta la descrizione
Il lupo occupa un posto singolare nell'immaginario umano: è uno degli animali più temuti,
demonizzati e perseguitati, ma anche uno dei più ammirati per la sua resistenza, la sua
intelligenza e la sua capacità di sopravvivere sia da solitario che in branco.
Per questo, piu' di ogni altro animale, e' stato paragonato all'uomo, ma questo accostamento
pone una domanda: qual è la “vera” natura dell'uomo?
Forse la risposta più realistica e': “Homo homini aut deus, aut lupus” ovvero L’uomo è per
l’uomo o un Dio o un lupo, affermazione che non sceglie tra le due opposte tesi: “Homo homini lupus” ;
l'uomo e' un lupo per gli uomini e “Homo homini frater, non lupus”: l'uomo e' un fratello per
l'uomo, non un lupo.
Sono due visioni opposte dell’esistenza umana, ma soprattutto due modi diversi di intendere
il rapporto con l’altro, e il comportamento dell'uomo nella storia dell'umanità e oscilla tra queste
due estreme concezioni, con punte sia terribili che ammirevoli.
La prima tesi restituisce un’immagine inquietante dell’uomo: un essere che, lasciato libero di
perseguire i propri interessi, può trasformare il proprio simile in un nemico, un rivale,
una minaccia. Il lupo diventa così la metafora di una natura umana nella quale la paura, l’egoismo
e la lotta per il potere rischiano di prevalere sulla solidarietà, l’altro non è qualcuno con cui
condividere il mondo, ma qualcuno da cui difendersi, da sottomettere o, talvolta, da eliminare.
Ma c'è anche una doppia lettura se il lupo si riunisce in branco il nemico diventa
chiunque non appartenga al branco. Il paradosso è che, spesso, chi infligge il male non si considera
un lupo: si ritiene nel giusto, agisce in nome di una causa, di una verità, di una presunta superiorità.
È forse questo il pericolo più grande: quando l'uomo smette di riconoscere nell'altro un proprio simile,
ogni atrocità diventa giustificabile.
La seconda tesi, sostanzialmente fondante del cristianesimo (anche se contraddetta per migliaia di anni)
e promossa dai pensatori “illuminati” e' quella che vede nell'altro non un nemico ma essere simile,
un fratello a cui riconoscere dignità e dare aiuto nel bisogno. Si tratta di un' aspirazione,
una meta a cui tendere.
Se è possibile tentare una sintesi tra queste due opposte visioni che non è una conclusione,
ma a un dato di fatto, è questa: “Homo homini deus est, si suum officium sciat” :
'uomo è un dio per l'uomo, se conosce il proprio dovere.
Dove il dovere e' definito dall'uomo “dio” creatore delle leggi. Leggi, norme, comandamenti che stabiliscono
i confini dei limiti del singolo e del branco. Un compromesso ragionevole: la convivenza regolamentata
è più conveniente dell'uno contro tutti e dei gruppi contro gruppi.
Per questo l'uomo ha cercato di stabilire e allargare regole oltre i confini del proprio “orticello”.
Ma non sempre chi ha stabilito le regole è in condizione di farle rispettare, infatti, come sappiamo e
vediamo, le leggi si possono infrangere, trasgredire, ignorare sia se si è un singolo lupo, o parte di un branco.
Essere lupi sembra purtroppo oggi il pensiero dominante: in economia, in politica, nello sport e anche nel quotidiano.
La canzone scelta a commento del quadro “Of wolf and man”, del gruppo statunitense dei Metallica,
non casualmente, sostiene esplicitamente questa tendenza:
” … dunque, cerca il lupo che è in te”
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