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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
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THE TOWER OF BABEL
118 x 160 - Componenti elettronici, sabbia, segatura, vernici
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La Torre di Babele

La Torre di Babele e' una canzone di Edoardo Bennato Autore: Edoardo Bennato Album: La Torre di Babele - 1976
      
Non vi fermate Dovete costruire la vostra torre La torre di Babele Sempre più grande Sempre più alta e bella Siete o non siete i padroni della terra? Strappate tutti i segreti alla natura E non ci sarà più niente Che vi farà paura E sarete voi a far girare la terra Con un filo, come una trottola Dall'alto di una stella E quella stella sarà il quartier generale Per conquistare Quello che c'è ancora da conquistare E da quella stella Per tutto l'universo L'uomo si spazia, per superare se stesso Non vi fermate Dovete costruire la vostra torre La torre di Babele Costi quel che costi Anche guerra dopo guerra Siete o non siete i padroni della terra? Non vi fermate Dovete costruire la vostra torre La torre di Babele si deve fare E serve a dimostrare Che l'uomo è superiore a ogni altro animale Non vi fermate Dovete costruire la vostra torre La torre di Babele si deve fare E serve a dimostrare Che l'uomo è superiore a ogni altro animale A ogni altro animale

  

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Genesi 11 Tutta la terra aveva un'unica lingua e uniche parole. Emigrando dall'oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un'unica lingua; questo è l'inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. *************** Nei secoli il racconto della Torre di Babele ha fornito a scrittori, storici, filosofi, religiosi e anche psicoanalisti spunti di riflessione sia sulle motivazioni dell’intervento divino sia sugli effetti che ha prodotto. Ma se in Genesi 3 Dio punisce e scaccia l’uomo per aver colto il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male perché, disobbedendo, si è impadronito (senza saperlo) della capacita’ di giudizio morale, in Genesi 11 l’intervento divino sembrerebbe voler ostacolare un progetto dovuto alla cooperazione e alla capacità intellettiva e creativa dell’uomo. La presunzione che la mente umana possa spingersi sempre oltre, motiva Dio o gli dei a confonderla; inoltre, Il plurale“scendiamo” è già un papale plurale maiestatis? O anticipa la Trinità deicristiani? Ma perché ostacolare o intralciare la realizzazione di tale opera? Per il loro bene futuro? Analizzando le conseguenze storiche che questo divino provvedimento avrebbe voluto produrre si direbbe che non sia stato lungimirante, anzi ! Per impedirne l’ulteriore avanzamento della costruzione della torre che vorrebbe arrivare (alcuni traducono entrare, altri toccare) al cielo attua la confusione degli idiomi, atto che impedisce agli umani di capirsi e quindi continuare nella collaborazione del progetto. (Questo aspetto l’ho analizzato descrivendo la prima opera relativa alla Torre di Babele. La maggioranza degli esegeti biblici vede in questo atto una punizione, la condanna della hybris, dell’orgoglio umano, la sua sconfinata ambizione a oltrepassare i punti di arrivo conquistati. Personalment, vedo nella metafora dell’innalzamento della Torre il lento progredire delle conoscenze e delle applicazioni che sono state e sono possibili solo attraverso la cooperazione e la diffusione dei saperi a prescindere dai linguggi. Avanzo una ipotesi: e se l’estensore del brano non descrivesse un atto divino, ma una sua personale visione profetica su un possibile destino dell’umanità? Sarebbe pertanto verosimile una diversa lettura. La creazione della Torre sarebbe sì opera dell’uomo, ma chi interromperà la sua edificazione e indirettamente il suo crollo, perché gli edifici abbandonati sono destinati a collassare, potrebbe essere l’uomo stesso a motivo di incomprensioni e dissidi dovuti ad un conflitto tra “linguaggi” via via più complessi e antagonisti: sociali, culturali, religiosi, economici. Oggi, l’ampliamento velocissimo dei saperi legati all’energia atomica, alla genetica, e all’intelligenza artificiale pone domande non tanto sui limiti delle conoscenze quanto su chi le deve possedere e sul loro utilizzo. Per rendere visivamente questo ultimo aspetto ho realizzato una Torre di Babele utilizzando chip, memorie e frammenti di schede elettroniche, metafora di cervelli artificiali potenzialmente in grado di progettare simulacri dell’uomo. L’uomo sta diventando il creatore di sé stesso? Il dio che farà implodere la Torre? La canzone di Edoardo Bennato scelta per accompagnare questo mio lavoro, sembra descrivere questo scenario .