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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
Foto 1
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Reichskristallnacht
100 x 120 - Vetri, scarafaggi, Acrilico e vernici su legno
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Un brano rock politico in tedesco del Gruppo BAP, incluso nell'LP "Vun drinne noh drusse" (From the Inside to the Outside) del 1982 Titolo originale del brano :"Kristallnaach" nel dialetto di Colonia Parte dalla memoria della Notte dei cristalli per riflettere sul riemergere del neofascismo, sempre piu' attuale, e sul rischio che la società rimuova le proprie responsabilità storiche.
 
Es kommt vor, daß ich meine, daß etwas klirrt Daß sich irgendetwas in mich verirrt Ein Geräusch, nicht einmal laut Manchmal klirrt es vertraut Selten so, daß man es direkt durchschaut Man wird wach, reibt die Augen und sieht In einem Bild zwischen Brueghel und Bosch Keinen Menschen, der um Sirenen etwas gibt Weil Entwarnung nur halb soviel kostet Es riecht nach Kristallnacht In der Ruhe vor dem Sturm, was ist das? Ganz klammheimlich verlässt wer die Stadt Honoratioren inkognito hasten vorbei Offiziell sind die nicht gerne dabei Wenn die Volksseele, allzeit bereit Richtung Siedepunkt wütet und schreit "Heil Halali" und grenzenlos geil Nach Vergeltung brüllt Zitternd vor Neid In der Kristallnacht Doch die alles, was anders ist, stört Die mit dem Strom schwimmen, wie es sich gehört Für die Schwule Verbrecher sind Ausländer Aussatz sind Brauchen wer, der sie verführt Und dann rettet keine Kavallerie Kein Zorro kümmert sich darum Der pisst höchsten ein "Z" in den Schnee Und fällt lallend vor Lässigkeit um "Na und? Kristallnacht Kristallnacht! In der Kirche mit der Franz Kafka-Uhr Ohne Zeiger mit Strichen darauf nur Liest ein Blinder einem Tauben Struwwelpeter vor Hinter dreifach verriegelter Tür Und der Wächter mit dem Schlüsselbund hält Sich im Ernst für so etwas wie ein Genie Weil er Auswege pulverisiert Und verkauft gegen Klaustrophobie In der Kristallnacht Währenddessen, am Marktplatz vielleicht Unmaskiert, heute mit einem wahren Gesicht Sammelt Steine, schleift das Messer Auf die, die schon verpetzt Probt der Lynch-Mob für das jüngste Gericht Und zum Laden nur flüchtig vertäut Die Galeeren stehen längst unter Dampf Wird im Hafen auf Sklaven gewartet Auf den Schrott aus dem ungleichen Kampf Aus der Kristallnacht Da, wo Darwin für alles herhält Ob man Menschen vertreibt oder quält Da, wo hinter Macht Geld ist Wo stark sein die Welt ist Von Kuschen und Strammstehen entstellt Wo man Hymnen auf dem Kamm sogar bläst In barbarischer Gier nach Profit "Hosianna" und "Kreuzigt ihn!" ruft Wenn man irgendeinen Vorteil darin sieht Ist täglich Kristallnacht In der Kristallnacht In der, in der, in der In der Kristallnacht A volte mi pare di udire un tintinnio, come se qualcosa si smarrisse dentro di me. Un rumore, nemmeno troppo forte;a tratti suona familiare, ma raramente è così chiaro da lasciarsi subito comprendere. Ci si sveglia, ci si stropiccia gli occhi e si scorge, in un’immagine a metà tra Brueghel e Bosch, un mondo in cui nessuno bada più alle sirene, perché il segnale di cessato allarme costa la metà. C’è odore di Notte dei cristalli. Nella quiete prima della tempesta, che cos’è? Qualcuno lascia la città, di soppiatto Notabili, in incognito, si affrettano a passare Ufficialmente, non amano esserci Quando l'animo popolare, sempre pronto, infuria e grida, vicino al punto di ebollizione, urla "Heil Halali" – in un delirio sfrenato – invocando vendetta, tremando d'invidia, nella Notte dei Cristalli Ma per coloro a cui tutto ciò che è "diverso" dà fastidio, per chi segue la corrente, come si conviene, per chi considera i gay dei criminali e gli stranieri una piaga, serve qualcuno che li seduca E allora non arriva nessuna cavalleria, nessun Zorro se ne cura; al massimo, uno di loro piscia una "Z" nella neve e cade a terra, biascicando per la troppa disinvoltura "E allora? Notte dei Cristalli, Notte dei Cristalli!" In chiesa, davanti all'orologio di Franz Kafka – privo di lancette, segnato solo da trattini – un cieco legge *Pierino Porcospino* a un sordo, dietro una porta chiusa con tre mandate E il guardiano, col suo mazzo di chiavi, si crede davvero una sorta di genio, perché polverizza ogni via d'uscita e la vende come rimedio alla claustrofobia, nella Notte dei Cristalli Nel frattempo, forse sulla piazza del mercato, a volto scoperto – oggi col loro vero volto – c'è chi raccoglie pietre e affila coltelli; contro chi è già stato denunciato, la folla inferocita prova il linciaggio, in attesa del Giudizio Universale E le galee, ormeggiate solo per un istante, sono già pronte a salpare, a pieno vapore; nel porto si attendono schiavi, i resti di un conflitto impari, nato dalla Notte dei Cristalli Lì dove Darwin viene invocato per giustificare ogni cosa, che si tratti di cacciare o torturare esseri umani; lì dove dietro il potere c'è il denaro, dove la forza è l'unica legge del mondo, Deformato dall'asservimento e dall'obbedienza rigida Dove si suonano inni persino con un pettine, in una brama barbara di... Profitto Si grida "Osanna!" e "Crocifiggilo!" Quando vi si scorge un qualche vantaggio È ogni giorno la Notte dei cristalli Nella Notte dei cristalli Nella, nella, nella Nella Notte dei cristalli

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Il riferimento storico è ai pogrom del 9 e 10 novembre 1938, quando in Germania e nei territori annessi i nazisti organizzarono una violenta persecuzione contro gli ebrei: sinagoghe incendiate, negozi devastati, abitazioni saccheggiate, persone uccise e migliaia di ebrei arrestati e deportati. Il termine Kristallnacht, oggi spesso sostituito dallo storico Reichspogromnacht, è di per sé problematico: la parola «cristalli» mettendo l'attenzione sulle vetrine infrante, rischia di deviare l'attenzione e attenuare la gravità della persecuzione umana che si consumò quella notte. Se il quadro non necessita di molti commenti, essendo abbastanza esplicito, e' la canzone scelta che vuole ampliare il significato; non solo ricordare e commemorare il passato, ma attualizzare il presente. Il titolo originale del brano, scritto e musicato da Wolfgang Niedecken leader della band BAP, era Kristallnaach scritto nella forma dialettale del tedesco di Colonia. La Kristallnaach evocata nel titolo non è soltanto quella del 1938: è una notte che può tornare ogni volta che si ricreano le condizioni che l'hanno resa possibile. Il testo mescola immagini poetiche metaforiche con crude osservazioni. All'inizio il testo evoca con una parola apparentemente tranquillizzante, tintinnio, il rumore di vetri che si infrangono, un rumore che si avverte senza riuscire subito a comprenderlo, ma è come il presagio della tempesta che si preannuncia, e la realtà diventa quasi surreale come nei quadri di Brughel e Bosh Il popolo che “segue la corrente” ,istigato da notabili in incognito, inizia a odiare tutto ci' che e' diverso. La collettività diventa un soggetto anonimo, indistinto che si infiamma, grida vendetta e trasforma l'invidia e la frustrazione in aggressività appropriandosi dei beni del “nemico” Il meccanismo è quello del capro espiatorio: anziché affrontare le proprie difficoltà, una società individua qualcuno da accusare. Le minoranze diventano così il bersaglio sul quale scaricare paure e rancori. Il fanatismo nel testo della canzone, non viene presentato soltanto come opera di pochi fanatici, ma anche come fenomeno che può conquistare una parte della popolazione.