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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
Foto 1
Foto 1 ingrandita
La Torre di Babele
118 x 160 - Ritagli di dizionari, sabbia, acrilici (Click sull'immagine per ingrandire)
 
	   

The Tower of Babel

The Tower of Babel è un brano del gruppo inglese The Tangent (autore Andy Tillison ) contenuto nell’album Auto Reconnaissance del 2020
      
 

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Genesi 11 Tutta la terra aveva un'unica lingua e uniche parole. Emigrando dall'oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un'unica lingua; questo è l'inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. ********** Solo una lettura capziosa vede nell’agire umano un atto di superbia verso Dio. Al contrario, in Genesi 11 sembrerebbe descritto un “essere” invidioso e punitivo, che dall’alto della sua onnipotenza deve addirittura scendere sulla terra per vedere e impedire la libera cooperazione e unità di intenti degli umani all’inizio della loro avventura, avventura che avrebbe, forse, avuto altri e più felici esiti senza quell’ intervento. Ritengo che quanto raccontato nel capitolo 11 sia riconducibile ai tanti miti eziologici che vogliono dare una spiegazione dell’origine delle cose. In questo brano, l’estensore tenta una spiegazione del perché l’uomo ha molteplici linguaggi. Anche nei primi capitoli della Genesi è possibile rintracciare altri miti, cosmogonici e antropogonici sull’origine del mondo degli animali e dell’uomo. Questa mia prima opera sul Mito della Torre, vuole dare una rappresentazione del paradigma espresso in Genesi 11: prendere atto della molteplicità dei linguaggi e della risposta che gli uomini hanno dato all’intervento punitivo divino ovvero quello di cercare di superare il divario comunicativo. Se il tentativo di creare una lingua universale comune, l’Esperanto, non e’ riuscito è perché di fatto, si è imposto come linguaggio funzionale quello utilizzato dalla principale potenza commerciale dominante, l’Inghilterra. Sin dai primordi della civiltà l’uomo ha inventato sistemi, come i glossari, per mettere in relazione le parole scritte nei diversi linguaggi. Rimanendo però arduo, per secoli il problema della trascrizione del suono e della sua “riproduzione”. Solo nel Medioevo sono apparsi i dizionari bilingue concettualmente e strutturalmente simili a quelli odierni. E’ per questa ragione che ho scelto di utilizzare come “mattoni” della torre frammenti di dizionari nei diversi linguaggi. Ma, a differenza di molte opere con lo stesso soggetto, la mia torre è quasi completata. Infatti oggi l’uomo e’ riuscito a fare un ulteriore passo per superare la la barriera della incomprensibilità tra i parlanti di idiomi diversi. Grazie ad un nuovo linguaggio basato sui codici binari applicati all’elettronica e ultimamente all’intelligenza artificiale, oggi è possibile, grazie ai traduttori simultanei, una comunicazione veloce ed efficace tra soggetti parlanti idiomi diversi. Ma, se queste nuove tecnologie hanno quasi risolto il problema, non indifferente, della comunicazione di senso, ne hanno aperti di nuovi e forse ancora più problematici. Quello dell’uso dei mezzi che sostituiscono l’uomo nella comunicazione a distanza, quello della falsificabilità dei messaggi, quello del controllo di veridicità e quello credibilità: quale soggetto ha prodotto il messaggio, e il messaggio è autentico ? Il brano dei Tangent che accompagna questo mio lavoro tratta questo aspetto. Una riflessione sulle tecnologia e’ rimandata alla seconda opera con lo stesso soggetto.*****