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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
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The Inner Light

50 x 110 Sabbia, segatura, vernici su legno
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The Inner Light

The Inner Light è un brano musicale dei Beatles del 1968 scritto da George Harrison, e pubblicato come lato B del 45 giri Lady Madonna "The Inner Light" presenta una filosofia di saggezza interiore che contraddice l'impulso moderno a cercare la conoscenza attraverso l'esame esterno. L'autore descrive una condizione in cui la vera comprensione nasce dalla quiete anziché dal movimento, dall'introspezione anziché dall'osservazione.
    
	
	
Without going out of my door I can know all things on Earth Without looking out of my window I could know the ways of Heaven The farther one travels The less one knows The less one really knows Without going out of your door You can know all things on Earth Without looking out of your window You can know the ways of Heaven The farther one travels The less one knows The less one really knows Arrive without travelling See all without looking Do all without doing Senza uscire di casa si possono conoscere tutte le cose sulla Terra. Senza guardare fuori dalla finestra si possono conoscere le vie del Cielo. Più lontano si viaggia, meno si sa; meno si sa davvero. Senza uscire di casa puoi conoscere tutte le cose sulla Terra. Senza guardare fuori dalla finestra puoi conoscere le vie del Cielo. Più lontano si viaggia, meno si sa; meno si sa davvero. Arrivare senza viaggiare, vedere tutto senza guardare, compiere tutto senza agire.

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Ci sono canzoni che sembrano scritte per essere ascoltate come sottofondo mentre facciamo altro, e poi ce ne sono altre che sembrano chiederci di fermarci, di fare silenzio, di ascoltare qualcosa che non proviene dagli strumenti musicali, ma da una parte più profonda che potrebbe far parte di noi stessi. The Inner Light di George Harrison credo appartenga a questa seconda categoria. Non è essenziale essere religiosi per apprezzare il messaggio racchiuso nel paradosso: non è necessario percorrere il mondo per conoscere il mondo. La luce non viene da fuori ma da dentro, è una rielaborazione personale del mondo. Il testo, ispirato al Tao Te Ching, il classico della sapienza taoista attribuito a Lao Tzu, suggerisce che è possibile conoscere il mondo senza attraversarlo interamente e comprendere molto senza accumulare continuamente nuove esperienze. Viviamo in una società che ci invita incessantemente a cercare fuori: più informazioni, più esperienze, più oggetti, più riconoscimenti, più risposte. Siamo convinti che, aggiungendo qualcosa alla nostra vita, riusciremo finalmente a sentirci completi. Eppure, più cerchiamo, più rischiamo di allontanarci dal senso che è frutto solo di una sintesi interiore. Harrison sembra indicarci una direzione: forse la saggezza non consiste nell'accumulare, ma nel togliere. Togliere il rumore, le aspettative, le paure che ci condizionano, il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri; in ultima analisi, ascoltarsi. Spesso, mentre qualcuno ci parla, stiamo già preparando una risposta. Mentre osserviamo qualcosa, stiamo già formulando un giudizio senza lasciare spazio alla riflessione. L'invito e' quello di concentrare lo sguardo su un punto del quadro e lasciarsi coinvolgere dal suono ipnotico e dal testo: qual è la luce mia luce ?