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RISONANZE VISIVE - PENSIERI IN FILIGRANA
Foto 1 ingrandita
 AUTUMN
 (Leaves That Are Green) 
33 x 150 - Cemento, foglie, aghi di pino, vetri, pietruzze
(Click sull'immagine per ingrandire)
 

"Leaves that are green"

è un brano di Brano di Simon & Garfunkel Incluso nell’LP Sound of Silence del 1966
  

  

DESCRIZIONE E MOTIVAZIONE DELL'OPERA

Ascolta la descrizione Autumn con Spring, Summer e Winter sono “sculture” pensate come una tetralogia. Opere che vogliono simboleggiare in senso metaforico il parallelismo tra l’evoluzione, filogenesi, della natura e delle stagioni e l’ontogenesi di ogni essere umano: Nascita, Crescita, Maturita’ Decadimento e Morte. L'autunno può essere visto come la stagione che rappresenta il passaggio dalla maturità alla vecchiaia. È il momento in cui la natura, dopo aver raggiunto il massimo della sua pienezza, comincia gradualmente a lasciare andare ciò che ha costruito. Le foglie, ancora verdi, perdono poco alla volta la loro freschezza, cambiano colore, diventano gialle, rosse, poi marroni, fino a staccarsi dagli alberi e cadere. È un'immagine che può ricordare il percorso della vita. Anche l'uomo attraversa una stagione della maturità nella quale raggiunge esperienza, consapevolezza e pienezza, prima di entrare lentamente in una fase diversa, quella della vecchiaia. Come le foglie, non cambia tutto in un momento: il passaggio è graduale, fatto di piccoli segni che si accumulano nel tempo. Ma la foglia che cambia colore non è necessariamente una foglia che perde valore. Il marrone dell'autunno non è soltanto il colore della fine: è il colore di una trasformazione. La foglia porta con sé la storia della stagione appena trascorsa e, prima di cadere, continua a far parte dell'albero. Per questo l'autunno può diventare una metafora della maturità avanzata: un'età nella quale la bellezza cambia forma. Alla freschezza della giovinezza si sostituiscono l'esperienza, i ricordi, la consapevolezza del tempo e una diversa profondità. E quando la foglia si staccherà, non sarà soltanto il simbolo della perdita: ma il naturale compimento di un ciclo. La vita non è scomparirà con essa, il suo sgretolarsi nel terreno è humus, lascito e memoria per nuove generazioni. Ho rappresentato le quattro stagioni con figure femminili. La scelta e’ dovuta al fatto che il femmineo è intrinsecamente connesso ai fondamentali processi vitali sia naturali che umani: dalla generazione al nutrimento, dall’accudimento alla educazione e infine, all’ accompagnamento alla morte, funzione presente in molte e differenti culture. Morte, anche questa parola-immagine tipicamente femminile. La donna autunno ha come sfondo un tappeto di aghi di pino e al collo una collana che si sta staccando, pronta a cadere, come le foglie che la decorano. La tipologia di scultura adottata, non ha un nome tecnico specifico che la definisca. Cariatide Erma, Nume sarebbero termini impropri. Anche Kore che piu’ si avvicinerebbe, indicherebbe si’ una figura femminile ma sotto forma di statua. Le quattro sculture ognuna decorata con elementi allegorici che vengono tradizionalmente attribuite alle stagioni, dovevano far parte di una installazione (non realizzata). Le pensavo collocate in una stanza in penombra con al centro un grande sole. Le stagioni disposte nei punti cardinali: ad Ovest la Primavera, la nascita e rinascita di ogni giorno, a Sud l’Estate, la pienezza della vita, a est l’Autunno ed infine a Nord il freddo Inverno. Dall’alto un faro mobile avrebbe dovuto illuminare via via ogni statua per poi riprendere il ciclo.