? Albania

CROAZIA - ALBANIA
4-14 luglio 2016




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Ogni riferimento a fatti persone e luoghi e' puramente casuale.
O forse no.

4-5
luglio

Imbarco sulla Regina Della Pace Nome benaugurante per un viaggio che si potrebbe presentare problematico. Prenotate poltrone per la notte. Data pero' l'eta' e con la scusa delle signore, ci si ripensa e si contratta per una cabina per 4, ovviamente con oblo'. Cena al self service di bordo, giurando sul pollo che ci danno, di non fare lo stesso errore al ritorno.
Osservata la comitiva imbarcata per Medjugorje, pensiamo di rinunciare alla ipotizzata tappa e ai miracoli.
Arrivo a Split ore 8,15. Sbarco e direzione Dubrovnik . Viaggio lungo la costa dalmata: molto edificata ma bei paesaggi costieri. Durata ca 5 h. (con la guida ligia di SapientinoBill..)
Si passa in Bosnia e si rientra in Croazia senza problemi.
Ci diciamo: troviamo un posto prima della citta', Ma SapientinoBill guida imperterrito verso la meta. Arrivati a Dubrovnik, panico per la congestione del traffico e per l'impossibilita' di posteggiare. Si decide di uscire e trovare una base fuori citta' verso sud. Si arriva a Mlina (ca 15'), si contattano i locali, un giro di telefonate e arriva Miro (un clone dell'imbonitore napoletano) il quale ci guida a casa sua: Villa Adria. 2 stanze a 100 euro e colazione a 20. Miro ci porta a mangiare in un ristorante, dove temiamo un pacco, ma non e' cosi'.
Stanchi ma rifocilliati e rassicurati ritorniamo a Dubrovnik. E dato che non c'e' un buco, sborsiamo 20 euro per 4 ore di sosta.
Visita di Dubrovnik dove ci imbattiamo nel ricordo della
bombardamenti e di come e' stata ricostruita la citta'. Scopro anche che e' stata il set per uno dei serial che mi piacciono. "Games of thrones" . Cena in piazza. Risotto al nero di seppia per SapientinoBill, Fritto di pesce per SilviaPlacida, Cozze per me e Linguine ai gamberi per MarcellaIostoalfresco.
Immagini di Dubrovnik
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Nessuno fotografa AzzoSe. Sob

6
luglio A.M.

Si parte con meta Tirana, viaggio ancora lungo costa e prima tappa in Montenegro alle Bocche di Cattaro. Si costeggia il lungo fiordo e si arriva verso l'una a Cattaro (Kotor) che scopriamo essere stata assegnata al Regno d'Italia dal 1805 al 1810 e rioccupata nel 1941.
Fa molto caldo e MarcellaIostoalfresco ovviamente si ferma all'ombra di un baretto sull'acqua. Noi altri intrepidi ci dirigiamo scettici verso il centro che non sembra promettere nulla di buono. Scopriamo invece il piccolo vecchio centro circondato da mura. Il leone di San Marco accanto al portone d'ingresso ci fa sentire a casa.
L'interno e' ben tenuto anche se colmo di turisti (come noi d'altronde). Si visita la Cattedrale di San Trifone . Poi, data l'ora, SapientinoBill deve trovare un posto dove pranzare, SilviaPlacida gli fa compagnia. Io torno da MarciIostoalfresco. Arriva la ragazza del baretto e ordino una birra. Birra ? Non capisce. Beer.. Bir ... Bear ... nienta da fare. Mi guardo intorno sconsolato, ma una scritta sul frigorifero mi guida nella mente della croata: Tuborg ! La ragazza annuisce. Ora si che ci siamo capiti.

Particolare del Museo della cattedrale.
Sole e Luna del XV sec.

6
luglio P.M.

Si riparte lungo la costa montenegrina. Ad un certo punto, prima della citta di Bar (o Antivari) , ci fermiamo per una sosta. Il luogo, una pinetina, non e' particolarmente attraente ma c'e' gente che fa il bagno e l'acqua e' invitante. Fa caldo. E se ci fermassimo ? Arriveremmo a Tirana verso le otto di sera. Trovare albergo ... dove mangiare...? Forse e' meglio arrivare di mattina e cercare con calma. SapientinoBill comincia a manifestare il suo dissenso. Il posto non gli piace, lui vuole un albergo *** o **** in citta'.
Ma noi ci impuntiamo e troviamo una casa dall'altra parte della strada. 3 camere a 30 euro l'una con tutto il necessario.
Scopriamo che SapientinoBill non da' il massimo nelle manovre di posteggio. Dopo circa 30 manovre e 10 uscite di macchina per controllare gli spazi riesce a infilarla nel sottoportico. Vero e' che c'e' un pilastro ma quello che ha tolto la macchina per farci entrare ha impiegato si' e no 30 secondi(ma ammettiamo: il tizio gioca in casa).
Noi scendiamo a fare il bagno. SapientinoBill si trincera in camera sempre piu' incazzato e muto. Per fortuna, nel frattempo, ha recuperato non sappiamo come, un indirizzo in Bar dove mangiare: Ristorante Gurman. Bar e' una classica citta' di impronta socialista: grandi spazi, architettura tra l'imponente lo stravagante e la razionalita' ma all'insegna del risparmio. Pe fortuna mangiamo bene e l'umore di SapientinoBill migliora. Passeggiamo al buio sul viale lungomare poi torniamo alla casa dove il padrone ci invita a vedere, con finalita' promozionali, le stanze del piano superiore che stanno sistemando. Peccato che alle dieci e mezzo stiano ancora trapanando. Mi immagino Bill mentre scaraventa urla silienziose di disappunto verso il soffitto. Infatti il giorno dopo scopro che mi ha mandato un messaggio sul concerto notturno. Pagheremo cara questa tappa che ci tormentera'a scadenza ravvicinata come un indice accusatorio puntato sulla scelleratezza compiuta. Oggi scopro che c'era anche una Antiveri vecchia che ci siamo persa. ("per fortuna" commenterebbe SapientinoBill)

La spiaggia della discordia
(In foto e' meglio...)

7
luglio A.M.

Al mattino presto io e MarciIostoalfresco andiamo in perlustrazione per un capuccino. Caffe' si', ma brioche no. Pero' se vogliamo un omelette con cetrioli e wurstel nessun problema. Al ritorno l'aria di SapientinoBilll e' pessima e per giunta ha dormito malissimo. Non parla. Dopo un tot di manovre riesce a portare fuori l'automobile mettendo SilviaPlacida a mo' di guardrail per non uscire dal cemento e finire in un buco. Ritorniamo in Bar in cerca di un bar con capuccino e brioche. Niente da fare. Sempre piu' silenzioso Bill entra solitario in un supermercato e se ne esce con un pacco di biscotti che lo seguiranno per tutto il viaggio. Gli ultimi due rimarranno abbandonati sul tavolino del traghetto la mattina del ritorno. Ci lasciamo alle spalle senza troppi rimpianti questa amena cittadina.
Ed e' a questo punto che tocchiamo con mano il vero credo di SapientinoBill: il TOMTOM. Con efficienza ingegneristica Bill aveva fotocopiato e imbustato una mappa del viaggio. La scala pero' a 1:800000 era solo grosso modo indicativa. Ora il problema era: quale strada fare per raggiungere Tirana? Sino ad ora la scelta era stata semplice: seguire la costa. Ora pero' si presentavano alcune alternative (almeno guardando la carta): di chiedere consigli non se ne parla, il TOMTOM ci portera' diritto alla meta. Fa' la strada piu' veloce ! (io che lo uso in Milano so che non e' cosi' ma non importa. Che ci conduca alla meta non ho dubbi anche se all'accensione avvisa che le mappe in questa regione potrebbero essere non aggiornate).
Quindi, quale strada? Lo scopriremo facendola.
Seguiamo religiosamente TOMTOM che ci conduce all'interno del Montenegro. La regione e' abbastanza deserta, certamente agricola con tanti piccoli cimiteri musulmani. La laconicita' di SapientinoBill raggiunge l'acme alla domanda di SilviaPlacida: "Ti scappa la pipi' ?"Risposta: "Chi puo' dirlo ?". Pero' la vista di Bill e' buona ed evita una tartaruga che attraversa la strada. Ci fermiamo e la mettiamo in salvo.
Superiamo il confine ma appena entriamo in Albania ci sembra di essere ad un incrocio di Milano e non solo per il traffico. Una giovane Rom si mette a pulire il parabrezza. SapientinoBill aziona il tergicristalli, la Rom incurante infila lo straccio tra una zip ed un zap, SapientinoBill avanza, lei altrettanto. E' un gioco di sguardi trasversali ma alla fine la Rom desiste e abbandona il campo. SapientinoBill ha vinto.
Arrivo in Tirana dove cerchiamo il Mondial Hotel **** consigliato da un amico di SilviaPlacida che si tratta bene. C'e' posto! E la camera doppia costa (solo) 60 euro notte.
SapientinoBill accenna finalmente un sorriso.
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(in Bar)
Topola ? Ma quale Topola !

7
luglio P.M.

Lasciate le valigie si cerca un posto dove mangiare. Questo e' sempre un momento critico. Bill entro una certa ora deve sedersi a tavola. Non c'e' santo. Di fermarsi al ristorante dell'hotel che sembra molto accogliente, non se ne parla. C'e' chi lo vuole cosi' e c'e' chi lo vuole cosa'.
Decidiamo che tocca a SilviaPlacida scegliere il posto. La', dice, e punta il dito verso qualche cosa di rosso oltre la strada. Attraversiamo il viale ma il qualcosa di rosso era un bar. Si comincia a cercare. Accaldati e affamati entriamo in una grill che sembra accontentare tutti. Il posto e' accogliente ed e' gestito da un albanese che ha i parenti ad Abbiategrasso e a Novara. Pensa te. La grigliata di carne e' ottima e il prezzo ancora di piu'. A testa fa meno di cinque euro. Pensiamo di trasferirci in Albania.
Ci si ritrova alle cinque circa per cominciare a scoprire Tirana . Un lungo viale pieno di negozietti ci conduce alla piazza principale dedicata all'eroe nazionale Scanderbeg. Dall'angolo della piazza si eleva, imponendosi all'attenzione, un edificicio in costruzione di una ventina di piani.
Visitiamo la moschea Ethen Bey togliendoci religiosamente le scarpe. (Qui alcune immagini per farsene un'idea.)
Per par condicio e political correctness visitiamo anche la chiesa ortodossa che sta a sant'Ambrogio come la Saint Honore' sta al panettone.
Sulla piazza c'e' anche una fornita libreria (con libri in italiano !!)dove compro una cartina decente dell'Albania in scala 1:150.000 al prezzo di due cene. (Cartina che mi costera' anche un paio di occhiali quando mi ci siedero' sopra. SOB.)
Che fare ora ? Rapido consulto e ci dirigiamo, a piedi, verso il parco Madh Kodrat e Ligenit dove un lago artificiale, tipo idroscalo, si propone fresca meta dei tiranesi. Li' MarcellaIostoalfresco incontra un cagnetto randagio ed e' amore a prima vista. Ci segue per un pezzo. Accidenti piace anche a me'. Un po' per scherzo, un po' forse no, diciamo e se lo portiamo in Italia ? (Bill ok, qui ci vorrebbe un congiuntivo)
Bill precisa che nessun cane mettera' piede (zampa) sulla sua macchina. Non avevamo dubbi.
Ma il cane ci segue scondinzolando a fianco di Marci. SilviaPlacida con il timbro professionale di quaranta anni di scolaresche intima perentoria: "Scio', Torna indietro", il cagnetto, coda fra le gambe, esegue all'istante. Io e Marci continueremo a pensarci per giorni. Tutta colpa di Walt Disney.

Lunga camminata per tornare in albergo, sulla strada case popolari con facciate desolanti ma dipinte. Ormai sera, per la cena ci si divide. Io sono proprio satollo e salto, Marci va al ristorante dell'hotel, Bill e Silvia fuori.

Palazzo in costruzione in Piazza Scanderbeg

8
luglio A.M.

Colazione abbondante in hotel. Poi ci separa. MarciIostoalresco vuole andare al mercato, Bill e Silvia non so. Io al museo d'arte e poi decidero'.
Mentre mi incammino noto la quantita' esuberante di piccoli negozi con gli stessi oggetti in vendita: gadget per telefonini, scarpe e vestiti principalmente.
Stranamente pero', anche tanti negozi di fiori. Noto che non ci sono cinema ne' manifesti che li pubblicizzano. Pochissime anche le cartolerie e i negozi di alimentari. Forse e' come il centro di ogni citta'. Non so se in Montenapoleone o Corso Buones Aires ci sono cartolerie. E' sufficiente pero' lasciare i viali principali per inoltrarsi in vicoli dall'edilizia idemtica alle nostre periferie degradate. Casette basse con inferiate e cocci di vetro sui muri di cinta. Impressionante il groviglio dei fili elettrici che come stelle filanti gettate alla rinfusa vanno da un palo all'altro da una casa all'altra. Ma arriveranno ad un contatore ?
Il biglietto del museo National Art Gallery of Albania costa 200 lek (circa 1 euro e mezzo). Non e' grande, e dopo un po' di sale mi accorgo di essere l'unico visitatore.
C'e' una piccola sezione di opere provenienti dal museo di Budapest , non particolormente interessanti. Qui Link per immagini varie
Il "core" del museo e' ovviamente la sezione dell' arte socialista. Rifletto che l'equivalente odierno sono le copertine dei fumetti dei supereroi della Marvel.(mi piacerebbe approfondire questa intuizione).
Fuori dal museo mi avventuro sul retro dell'edificio e cosa trovo abbandonate in un'area altrettanto abbandonata, quasi volessero occultarle come parenti imbarazzanti ? ???????
Essendo in vena di passato mi dedico ad Enver Hoxha E mi avvio verso la piramide mausoleo che dalla magnificenza della inaugurazione e' oggi in stato di semi abbandono dopo essere stata oggetto di sfregio alla caduta del regime. (foto).
Tappa successiva e' la residenza di Hoxha nel quartiere che prima era off limits agli albanesi. A giudicare dalla villa, che sembra una modesta casa stile anni '50, Enver non aveva certo mania di grandezza alla Ceausescu.
Hoxha, nonostante tutto, a differenza di altri, non ha portato ricchezze all'estero.
Ciascuno pranza per i fatti suoi.(io digiuno ancora). Appuntamento al pomeriggio sulla terrazza dell'hotel.
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8
luglio P.M.

Nel primo pomeriggio il gruppo si trastulla sul tetto dell'Hotel facendo un bagnetto nell'acqua gelida della piscinetta che dalle foto sembrava una piscinona. Tranne Bill: forse per lui l'acqua e' troppo bagnata. Ma dopo un po' il senso di colpevolezza dei turisti ci induce (me e Marci) a muoverci per scoprire altre amenita'. Ci diamo appuntamento per le otto e mezza al ristorante. Questa volta e' stato selezionato per tempo in quanto consigliato dal solito amico cinque stelle di SilviaPlacida.
Fuori dall'hotel, invece che a destra, questa volta ci dirigiamo verso sinistra e, abbandonato il vialone, ci inoltriamo in una serie di vicoli via via sempre piu' piccoli sporchi e affatto poetici. Ci guardiamo negli occhi e lasciamo perdere la voglia di scoperte. Tentiamo di ritornare verso le strade principali e troviamo una strada particolarmente elegante con tanto di sbarra e poliziotti. Ci infiliamo noncuranti e scopriamo essere una via con le sedi di molte ambasciate. Cammina e cammina. I soliti negozi con le solite cose. Ormai le citta' si assomigliano un po' tutte. Da manuale, i turisti ripercorrono i soliti luoghi, infatti ci ritroviamo in piazza Scanderbeg (e' la quarta volta). Cerchiamo di tirare per le lunghe e porto MarciIOstoalfresco di nuovo alla piramide di Hoxha (seconda volta)e poi verso il ristorante delicatezze di mare Quando entriamo mi sembra di essere tornato al museo. Non c'e' nessuno. Solo noi. Ma si mangia bene e ci facciamo pure una foto (E questa volta ci sono pure io. Toh (o tho ? (Bho)!)
Buonanotte. Domani mattina si parte presto per il sud. Colazione alle sette e trenta.
Qui una serie di foto di Tirana fatte da noi
Napoli ? Catania ? Brescia ?
Ormai tutto il mondo e' paese !

9
luglio

Oggi lunga tappa verso il sud. Destinazione Saranda. (qui mappa e percorso)
SapientinoBill anticipa che Saranda e' praticamente una agglomerato di palazzoni, a giudicare dalle immagini viste su internet.
Decideremo il da farsi sul posto.
Previste circa 6 ore per circa 300 km. Solo il primo pezzo e' in autostrada e praticamente tutto all'interno sino a Valona (Vlore). Si deve arrivare a Durazzo (e non ci fermiamo)poi Lushnje che attraversiamo perche' il navigatore non segnala la nuova autostrada che la circonda. Quindi si punta su Fier e poi Valona.
Dopo Valona un tratto di costa bello sino ad Orikum dove ci fermiamo per una sosta caffe' prima di inoltrarci di nuovo all'interno salendo sino a 1000 metri.
Il Paesaggio dell'interno e' abbastanza monotono , una via di mezzo dell'interno della Corsica e della Sardegna (con cime molto piu' basse). Ma i paesini sono proprio bruttini. Arrivati in cima il paesaggio della costa vista dall'alto e' veramente bello. La strada a tornanti ci porta giu' e le spiagge viste dall'alto sembrano invitanti.
Una in particolare ci attira e invitiamo Bill ad una deviazione ed ad una esplorazione. Ma il pilota non fa deviazioni e si procede verso Himare. Ma Himare, e' una delusione, (anche per lui) almeno a giudicare dall'urbanistica della cittadina. Non ci fermiamo nemmeno e tiriamo avanti. Solo l'avvicinarsi dell'ora fatidica del pranzo induce SapientinoBill a lasciare la strada maestra per una stradina che ci porta a Qeparo un paesino in riva al mare.
Posteggiamo. Che delusione. Una striscia di ghiaia intervallata da rigagnoli che probabilmente non sono altro che scarichi delle case soprastanti. Non e' questo il mare dell'Albania che immaginavamo. Indecisi sul da farsi, temporeggiamo mangiando su una veranda bordo mare.
Facciamo un ultimo tentativo: seguiamo le indicazioni per l'hotel Villa Fiorita. Si sa mai. Ci si arriva con una stradina, ma e' a due km dal mare. E poi, dai, Villa Fiorita? Magari tra qualche anno con la badante. Lasciamo perdere e puntiamo speranzosi su Saranda. Ma Saranda e' proprio come preannunciato da Sapientino Bill: Una parata di palazzoni ed Hotel con accesso cementificato al mare. Dopo un sopralluogo di MarcellaIostoalfresco al Bounganville Bay, a parte il prezzo, scuotiamo le testoline. SilviaPlacida e' particolarmente delusa. Col suo modo delicato ribadisce che magari una capatina a quella spiaggia la potevamo fare. Che fare ? Tornare indietro e tentare la prima spiaggia vista dall'alto, o proseguire ?
Proseguiamo. Ora ci attende l'ultima meta. Ksamil. Altri 15 km circa.
Bill e' particolarmente contento perche' oltre c'e' solo la Grecia e li' non ci si va. Dovremo fermarci per forza. Volevamo l'Albania ? E Albania sia.
Anche la vista di Ksamil non e' amore a prima vista, ma almeno non e' ne' Himare, ne' Saranda. Pero' almeno troveremo dove alloggiare viste le decine di persone sulla strada con cartelli che offrono appartamenti.
Facciamo un giretto di ricognizione un po' perplessi. Io e Marci proponiamo alcune soluzioni in appartamento, Bill rifiuta categorico, lui vuole al solito una stanza in hotel con "uifi" (lo chiamiamo cosi' da quando lo udimmo da Miro di Mlini), e allora lo deleghiamo a cercare. Trova tre stanze che corrispondono al modello, ma due solo per una notte. L'hotel e' il classico Vista Mare (in Italiano !)). C'e' anche il posteggio di fronte. Cosa vogliamo di piu'?. Bill e' soddisfatto! Se lo e' lui lo siamo tutti.
Depositati i bagagli. Andiamo finalmente in cerca della agognata spiaggia albanese. Ksamil mi ricorda i paesini del sud: case in costruzione, strade polverose, negozietti di articoli da amare. Ma a differenza di Porto Cesareo non c'e' spazzatura in giro.
La vista della spiaggia ci lascia un po' basiti . Facendoci strada tra la calca troviamo un angolino meno affollato con tanto di sdraio gratis. Finalmente il primo bagno. E l'acqua non sara' quella del Salento, ma nemmeno quella di Loano.
Di fronte, al di la' del golfo c'e' una spiaggia con pineta che sembra deserta. Come mai ? Mah !
Alla sera buona cena al ristorante dell' Hotel per circa 10 euro a testa. Poi io e SilviaPlacida vorremo un gelato al limone. Giriamo un po'. Ma niente gelato al limone. Ci si addormenta con la voglia. Certo che a Rimini...
Qui immagini varie di Ksamil
Paesaggio di Ksamil
Hotel Vista Mare
(Vista Mare!? Boh)

10
luglio

Finalmente al mare ! Decidiamo che, forse, di meglio non troveremo e ci facciamo pian piano piacere questa sgarruppata Ksamil.
Dobbiamo proprio lasciare le stanze e Marci trova due stanze per noi e Silvia in un hotel proprio li' vicino, cosi' ci trasferiamo senza troppe difficolta'. . Bill preferisce rimanere un'altra notte.
Ritorniamo sulla spiaggetta di sassolini (profondita' ca 3 metri) e ci prendiamo le sdraio. Ma questa volta scopriamo che non sono gratis, forse ieri era tardo pomeriggio e pensavano avessimo gia' sborsato. IL nolo costa pochi lek ma SapientinoBill rifiuta sdegnosamente. Perche' pagare ?
Si legge, si fa il bagno, si chiacchera. Vacanza insomma. Arriva l'ora di pranzo e Bill deve trovare un tavolino dove sedersi ed ordinare. Marci torna in albergo e io mi attardo e senza accorgermi mi ustiono anche un poco. Quando non ne posso proprio piu' decido di tornare anch'io . Sulla via pero' vedo l'insegna di un Kebab. Chissa perche' sento di dover riempire un buchino. Ordino birra e Kebab e tra un morso e l'altro vado avanti a leggere sul tablet "La prigione" di Simenon
Prima di salire cerco una crema idratante e scopro che, a parte il cibo, i prezzi degli altri generi non sono poi cosi' bassi. Anzi.
A colazione avevamo deciso che, nel tardo pomeriggio, a sole cadente, saremmo andati a vedere il sito archeologico di Butrinto poco lontano. (mappa satellitare). Il sito molto interessante, si affaccia su un largo braccio di fiume che sfocia poco lontano in mare. E' un susseguirsi di epoche storiche, greche, romane, bizantine, medioevali immerse e in parte occultate dalla natura che ha preso, come sempre, il sopravvento. Passeggiare all'ombra degli alti eucalipti e' piacevole. Ad un certo punto perdo di vista il gruppo. Li ritrovero' in cima alla collinetta dove un castello restaurato ospita anche un piccolo museo. Foto nostre di Butrinto
Qui altre immagini per i curiosi Alla sera cena di pesce al ristorante dove abbiamo dormito.
Pianifiachiamo l'ultima giornata. Io e Bill andremo all'Occhio blu. SilviaPlacida e MarciIostoalfresco torneranno a crogiolarsi in spiaggia.
Altre foto di Butrintu

Butrintu

Butrintu

11
luglio

Colazione schifosa nel nuovo hotel. Appuntamento alle 8,30. Bill e' gia pronto. Partenza per Syri i Kalter ovvero l'Occhio Blu.
Non so esattamente cosa ci aspetta, ma sono curioso. Syri i Kalter e' il nome di una sorgiva estremamente profonda e stretta, e nel momento in cui arriva in superficie crea sfumature di blu molto particolari. Seguiamo religiosamente TOMTOM anche se dalla cartina avrei fatto un'altra strada. Cosa che faremo al ritorno, solo che passando per Saranda i tempi di percorrenza si allungano. In questo caso la strada, forse piu' corta, non e' la piu' veloce, anche se la parola velocita' con Bill al volante non e' la piu' appropriata. Lungo la strada incontriamo un gregge di pecore, mucche e anche due maiali traquillamente sdraiati. Per arrivare all'occhio blu si deve pagare un biglietto di ingresso. Qualche tempo fa il posto doveva essere molto piu' suggestivo. Oggi hanno (mi sembra da quanto si puo' capire osservando) sbarrato il corso del fiume (per creare una riserva d'acqua a mo' di diga) e si e' formato uno slargo (ma forse esisteva gia') e quindi l'acqua ristagnando crea isole melmose. Poi per favorire i turisti (come noi) hanno scavato e spianato, ma la strada e' ancora sterrata.
Qui mappa satellitare
La sorgiva e' alla fine del lago, alla confluenza di molti torrenti che scendono veloci dalle montagne circostanti. L'occhio Blu e' molto piu' piccolo di come me lo immaginavo, ma l'acqua esce a una velocita' elevata e quasi ribolle. I colori sono effettivamente molto intesi e l'acqua e' di una trasparenza notevole.
C'e' anche uno chalet tipo Svizzera. Voglio provare l'ebrezza di immergere un piede nell'acqua gelida. Scorgo una piccola pietra dalla forma particolare e mi chino per coglierla. Ma mal me ne incolse. Plaf, e il cellulare che avevo nel taschino della camicia, non vuol essere da meno, e si immerge anche lui nella limpida pozza. Secondi di panico, quanto basta per ripescarlo. Lo apro, tolgo la batteria. E, come si fa in questi frangenti, invoco una muta preghiera al dio dei telefonini. Nel baretto dove prendiamo acqua e caffe' metto il cell al sole e spero.
Speranza delusa. Il dio dei cellulari rimane muto e non concede grazie. Ci riprovero' nei prossimo giorni. Ma niente da fare. Fortunatamente le sim (che provero' nei tablet) non si sono rovinate. Rubrica e foto salve.
Si torna a Ksamil.
MarciIostoalfresco e SilviaPlacida ci raccontano di essere andate in barca nell'isoletta di fronte (meno di 1 km) pagando una cifra (per gli standard albanesi) spropositata 20 euro per 10 minuri di traversata. Ma, come spesso succede, quando si e' da una parte, si dice : "ma guarda che bello di la'" e cosi' dopo nemmeno un'ora sono gia' di ritorno.
Il pomeriggio passa ciondolando in spiaggia sino al tramonto. Alla sera in cerca del ristorante Guvat. Dove Sara' ? MarcellaIostoalfresco si propone come guida: Sbagliamo a fidarci. Ma per fortuna c'e' SapientinoBill che ci conduce in meta. Mangiamo bene raggiungendo la cifra top di 15 Euro cadauno. AL ritorno ampio giro dove scopriamo una Ksamil decisamente meno sgarruppata.
Domani si inizia il viaggio di ritorno che si preannuncia particolarmente faticoso. Ritrovo alle sette e trenta.
Da bravi turisti un po' di foto ricordo
.
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Occhio Blu


FILMATO OCCHIO BLU



Guvat Il ristorante

12
luglio

Lasciamo Ksamil. Penso che con qualche giorno in piu' avremmo potuto apprezzarla meglio.
Avevo gia' tentato di convincere Bill a guardare la mappa per studiare il percorso di ritorno facendo l'interno, invece che di nuovo la costa, ma con poco successo. TOMTOM e' TOMTOM. Avrebbe fatto quello che proponeva. Miracolo, TOMTOM propone la stessa variante. La prossima tappa sara' quindi Girocastro, meno di un'ora di viaggio. Ripassiamo davanti all'occhio blu ma senza fermarci e incontriamo esattamente lo stesso gregge nella stessa posizione . Sembra un dejavu.
La parte antica di Girocastro o Argirocastro si inerpica a mezza costa e in cima vi e' il solito castello. Le case hanno tutte il tetto in ardesia. Potremmo essere in Val d'Aosta e non ce ne accorgeremmo. (foto)
MarciIostoalfresco, un nome un destino, si defila (al momento) in cerca di ombra. Noi ci avventuariamo per le stradine alla ricerca di una antica casa ottomana visitabile. Si tratta di una casa privata su piu' piani, e il padrone (che e' ritornato in possesso dopo l'esproprio), previo ticket, ci introduce alla residenza ottomana. E' tutto in legno lavorato, molto bella. Si intuisce che la casa era anche un piccolo fortino con tanto di feritoie (saranno prossimamente reintrodotte ?), che le donne dovevano stare per i fatti loro, e c'e' una ragione per cui si chiamano cessi alla turca.
Dopo la visita il gruppo si sfoltisce ulteriormente. Io e Bill decidiamo di salire al castello.
L'ingresso e' imponente e un po' tetro con una sfilata di cannoni italiani da una parte e turchi dall'altra. Troviamo pure il cimelio di un piccolo carro armato FIAT. Sembra un giocattolino per bambini.
Si avvicina una timida ragazzina che si propone come guida. Parla un discreto italiano ed il servizio e' ad offerta libera. Capisco che Bill sarebbe per il no, grazie. Ma il buon cuore prevale e ci facciamo accompagnare nel giro. Alla prima ragazzina se ne aggiunge una seconda che pero' non spiaccica parola. La cosa interessante che scopriamo e' che il castello era anche un mercato diviso in due zone da un portone di passaggio, quella cristiana e quella mussulmana che coesistevano pacificamente. Altri tempi. C'e' un museo delle armi che pero' non visitiamo. A tour concluso lasciamo 4 euro pro bono causa.
Raggiungiamo le ragazze, ma Bill si e' invaghito di una gioiosa negoziante di souvenirs e vuole assolutamente andare a pranzo in una trattoria in quella via per rivederla. Il bello e' che le passa davanti, non la saluta e non le compra nemmeno una carabattola. Marcella invece ha attaccato bottone con un intagliatore di pietre il quale le parla per mezz'ora in albenese stretto.
Si riparte: destinazione Scutari. Ci aspettano almeno altre sei ore di viaggio no stop.
foto varie fatte a Girocastro
Ad un certo punto, per capire dove esattamente siamo, Bill ferma la macchina (TOMTOM in questo caso non e' d'aiuto) io scendo per distendere quel lenzuolo che e' la mappa, e chissa' perche' non si riesce mai a ripiegarla esattamente, ormai e' quasi a brandelli. Nel risalire SapientinoBill ciondola davanti ai miei occhi gli occhiali senza una stanghetta. Mi ci ero seduto sopra. E con questo fanno tre: l'orologio (non ne ho parlato), il cellulare e gli occhiali. Questo viaggio mi costa un surplus.
Entriamo finalmente in Scutari (Shkoder) Il solito amico di SilviaPlacida consiglia due hotel. Il primo in cui si mangia bene, viene descritto come un po' spartano e naturalmente viene scartato (scelta poco lungimirante come vedremo) e ci dirigiamo sul secondo dal nome un po' altisonante di Colosseo. Siccome abbiamo capito l'antifona, posteggiamo; Bill e Silvia vanno in avanscoperta. Ci mettono un po'. Segno che qualcosa non va. Torna Bill accompagnato da un tizio il quale ci porta a parcheggiare nel cortile di casa sua. Anche qui manovra complicata.
Bill ci informa che il Colosseo e' : 1) Caro 2) Il personale antipatico 3) pieno di specchi. Ne hanno trovato un altro proprio nella zona pedonale. L'hotel Carmen e' un po' pacchiano, ma pazienza, va bene cosi', se si esclude il fatto che la zona cesso della camera e' in vetro trasparente. Dove si cena ? SilviaPlacida insiste per i consigli dell'amico. E fa bene. Perche' il ristorante hotel Tradita e' molto bello e si mangia bene. Peccato, sarebbe stato bello pernottare li'.
Domani utìltima tappa: Scutari-Spalato. Doveva essere piu' corta di quella di oggi, ma non sara' cosi'.

Girocastro



Casa Ottomana

13
luglio

La mattina prima della partenza, visita di un piccolo museo fotografico dove sono conservate le fotografie di tale Pietro Marubi , un italiano capitato in Albania a fine Ottocento. Dobbiamo aspettare le nove per entrare. Il museo e' curato, anche se non vi sono moltissime fotografie delle migliaia che ha scattato. Le immagini sono interessanti soprattutto per cogliere il clima sociale e le condizioni di vita d i allora. ( Foto ) Nella libreria c'e' anche il saggio di Umberto Eco: Storia della Bellezza ... in albanese;... pero'!
Partenza. Nell'uscire dalla citta' scopriamo una zona di Scutari che (forse) valeva la pena di vedere. Ho l'ennesima conferma che un giorno da dedicare a una citta' sia poco. E questa considerazione vale anche per il lago di Scutari (foto) che non vediamo se non dall'alto. Prima di lasciare l'Albania, spendiamo gli ultimi 3100 lek (naturalmente ne troveremo altri sparsi nelle varie tasche...). Nel fare rifornimento, Bill toglie la pompa di mano al benzinaio per farceli stare proprio tutti. Cosi' si fa!
Si entra in Montenegro e si punta su Podgorica circonvallando la citta'. Si avvicina l'ora del pranzo. Qualcuno comincia a scalpitare, ma sulla strada nemmeno un bar.
La prossima citta' e' Niksic. Deviazione. Cominciamo a girare e girare e girare. La citta' e' come Rozzano, per le vie quasi nessuno. Quando si vede un posto possibile, non si sa dove parcheggiare. Si gira intorno all'isolato. Si intravede l'insegna di un ristorante: IL PADRINO. Il Padrino a Niksic ? Nemmeno fossimo a Castellammare di Stabia. Bill accellera e ce ne andiamo da New Rozzano.
Dopo un po' intravediamo un cartello: Ristorante Kastel. Che sia la volta buona? Pare di si'. Sperso nel nulla, di castello non ha niente, ma il posto sembra passabile. Il cameriere non spiaccica una parola ne' di inglese ne' di italiano. Bill si sbaffa un buon Hamburger. Io come al solito sbaglio l'ordinazione. Dicono che e' il mio subcosnscio che contesta i ristoranti. Sara'. Quando MarciIostoalfresco chiede un po' di latte da mettere nel caffe', il cameriere la guarda strana: il latte nel caffe'? Torna con un secondo caffe'. Ci guardiamo e lasciamo perdere. Il caffe' se lo beve Bill.
Si riparte. Usciamo dal Montenegro e entriamo in Bosnia: carte di identita', libretto e foglio verde. Ogni volta e' un tirar fuori e mettere via. La strada si fa sempre piu' stretta snodandosi per chilometri nel nulla su un fondo strada simile ad uno sterrato.
Se incrociamo una macchina in un punto critico, sono guai. Bill da' qualche segno, giustificato, di nervosismo. Ironizziamo, scaramanticamente, su un possibile guasto e su come contattare e spiegarsi con gli indigeni. Il bello e' che questa e' l'unica strada alternativa a quella della costa. Se l'avessimo fatta, i tempi stimati di percorrenza sarebbero stati di 10 ore invece di 7.
Arriviamo al confine con la Croazia. Solito via vai di documenti. Senza accorgerci eravamo saliti un bel po' e il panorama cambia all'improvviso completamente. Sembra di essere sulle dolomiti. Si inizia a scendere e finalmente si imbocca l'autostrada, che, dopo quello che abbiamo passato, ci sembra una "Starway to Heaven". Dopo un tot di chilometri pero' sorpresa: l'autostrada esce dalla Croazia e ritorna in Bosnia. Ritiriamo fuori i documenti, ma non li riponiamo, infatti poco dopo si ritorna in Croazia, e questa volta ci restiamo sino a Spalato. TOMTOM dice che arriveremo per le sette e trenta. E cosi' sara'.
Il fondoschiena comincia a risentirne. Entrati in spalato Bill punta verso il centro. Troviamo un parcheggio e Bill e Silvia partono alla ricerca dell'alloggio. Verremo a sapere che gli alberghi sono strapieni per via di un festival di musica.
Questa volta Bill torna accompagnato da una signorina che ci conduce in casa della nonna. Una villetta un poco defilita dove ci attendono due piccole stanzette. Io e Bill dormiremo nella stessa stanza Silvia e Marci nell'altra.
La nonnina quasi novantenne ha temperamento e ricontratta, alzandolo, il prezzo della nipote. Accettiamo l'aumento, pero' in cambio di due bottiglie d'acqua, che scopriremo essere del rubinetto.
Si esce per cercare dove mangiare ed entriamo attraverso un arco nel palazzo di Diocleziano (foto) ( Informazioni ) e piu' che un palazzo e' un grande borgo circondato da mura. Il "palazzo", molto bello, e' un susseguirsi di negozi e ristoranti. Ne scegliamo uno dove io e Silvia ci facciamo tentare da una pizza made in Croazia. Non male.
Ce ne andiamo a nanna.

Pietro Marubi


Palazzo di Diocleziano

Piazza

13
luglio

Ci svegliamo quatti quatti e prendiamo a turno possesso del bagno. Un bagno in quattro e' un test che mette a prova la tenuta di un gruppo. La vegliarda comincia gia' a rompere perche' le camere siano lasciate libere. Aspetta altra gente. E' un buon business, non c'e' che dire. Bassi costi e introiti sicuri. Non e' un caso che Spalato sia piena di cartelli di affittacamere con tanto di stelle.
Aspettiamo che SilviaPlacida faccia il solito giretto carburante, carichiamo le valige e andi amo a far colazione. Ci sediamo, arriva il cameriere che ci porta il menu. Lo guardiamo, e' caro, e ci alziamo. Ci rincorre chiedendo spiegazioni. Troviamo la scusa che non ha le brioche. Ritorniamo nel palazzo di Diocleziano. Sulla piazza altro bar. Anche se stiloso, entriamo e ci sediamo. Capuccino e brioches. Niente brioche. Ci alziamo e usciamo, ma il cameriere e' gentile e ci indica dove andare. Una pasticceria da acquolina in bocca. Finalmente soddisfiamo le italiche voglie della colazione all'italiana. (anche se non avevamo disdegnato formaggi, salumi e uova strapazzate se facevamo parte del pacchetto camera-prima colazione).
Io Bill e Silvia entriamo a visitare il mausoleo di Diocleziano trasformato in chiesa. Nella cripta gettiamo una monetina nel pozzo. Chiediamo di tornare? Boh? Effettivamente la Croazia meriterebbe.
A me e' venuto voglia di vedere uno strano museo: Froggyland. Silvia va per i fatti suoi e Bill mi accompagna. Ma poi, giustamente, si rifiuta di entrare. Nell'atrio scopro che le rane non sono in ceramica ma imbalsamate. Un certo gusto horror mi spinge ad entrare, il certo gusto macabro mi induce a desistere. Con la scusa che non accettano gli euro, mi defilo e mi metto a girare tra i vicoli. Trovo un altro museo o meglio, una galleria, dedicata ad un pittore croato (nativo di Spalato ) mai sentito: Emanuel Vidocic. Ne varra' il costo del biglietto ? Ma si'! E cosi' scopro questo tardo impressionista. I suoi lavori mi piacciono, ma protesto all'ingresso perche' le sale sono troppo buie e non si vede bene. Una graziosa ragazza mi risponde che non sono il primo a dirlo. Gia', ma a quanto pare non serve a niente.
Finalmente arrivano le 13, ora dell'appuntamento per il pranzo.
Ci troviamo alla pasticceria della colazione, dove ci eravamo promessi di stare leggeri e prendere solo qualche stuzzichino salato. Ma i tavoli sono al sole e per stemperare il calore vaporizzano acqua sugli ombrelloni che sgocciola qua e la'. Andiamo alla ricerca di qualcosa d'altro: un ristorante con saletta al primo piano cona ria condizionata, e addio buoni propositi.
Mancano ancora quattro ore alla partenza (anche cinque se non ci facciamo prendere dalla fregola dell'imbarco). Si discute sul da farsi. Le ipotesi piu' suggestive ma impegnative , vengono scartate. Si raggiunge un accordo per Trau una cittadina con resti romanici dall'altra parte del "golfo" di Spalato. Ma il traffico e' una coda unica. Si torna indietro e si punta a caso verso il mare aiutati da Google maps satellitare. Giungiamo in localita' Castel Sakurac. E' tranquilla e piacevole. Io e Marci ci sediamo ad un bar ed ordiniamo bibite, Silvia e Bill vanno in esplorazione. Poi io e Silvia memori del pollo dell'andata andiamo in una panetteria a prenderci qualcosa per la cena. SapientinoBill e MarciIostoalfresco vogliono il ristorante. Arriva il momento di tornare a Spalato. Procedure di imbarco e via, si salpa.
Italia arriviamo.
Altre foto fatte a Spalato


Una monetina nel pozzo


Ore 12, Diocleziano saluta la folla

** Per concludere pensierini della nostra MarciIostoalfresco **